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SEGNI BAROCCHI 2010

INIZIATIVE CORALI IN UMBRIA > anno 2010

ADRIANO BANCHIERI
(1567-1634)

BARCA DI VENETIA PER PADOVA


Testi liberamente ideati da Tommaso Baronti
Elaborazioni fotografiche di Claudio Campodifiori


Personaggi e interpreti
Il Padrone della Barca o Burchiello Maurizio Torti

I Passaggieri et Interlocutori di Barca Ilaria Coresi
Anna Lucia Fuso
Alessandro Barbanera
Giuseppe Brizi
Andrea Cipriani

Un povero viandante Daniel Abeysekera

Insieme Vocale
Commedia Harmonica
Mastrocantore Umberto Rinaldi
Bianca Ciancio, Brunella Micciarelli, Giulia Rinaldi, Sonia Rossi,
soprani
Gloria Bagatti, Catia Ceccarani, Giuseppina Generoso, Emanuela Pastorelli, Maura Pettirossi, II soprani-contralti
Tommaso Baronti, Michele Capece, Luca Fucchi, Andrea Mattielli, Vincenzo
Schiantella,
tenori
Marco Buzzao, Francesco Antonini, Francesco Pecetta, Umberto Rinaldi, bassi

Bombarda e flauti Vladimiro Vagnetti
Bombarda Davide Buzzao
Trombone Stefano Bellucci
Trombone Andrea Angeloni
Tromba a tirarsi, liuto Danilo Tamburo
Percussioni barocche Massimiliano Dragoni
Maestro al cembalo Natalia Mogilevskaya

Coreografie
Daniela Rosati
Costumi, attrezzeria e scene CH
Luci e audio Moreno Roscini
Visual Silvia Muzzatti
Regia Giuseppe Brizi & Umberto Rinaldi

Presentazione in voce registrata a cura di Claudio Carini

NOTA ALLA MUSICA

Per la terza volta Commedia Harmonica riprende il suo cammino alla scoperta (o riscoperta) di quel patrimonio musicale ancora poco frequentato nato a cavallo tra il '500 ed il '600 noto come “madrigale drammatico”, affrontando una delle composizioni più famose di quello che ne è stato il maestro ed ultimo cantore: “La barca di Venetia per Padova” di Adriano Banchieri e per la seconda volta è orgogliosa di presentare questo suo lavoro all'interno del prestigioso Festival Segni Barocchi di Foligno, giunto alla sua XXXI edizione.
Come è noto il “madrigale drammatico” era nato in aperta polemica col teatro musicale del tempo, sia per la sua scelta di insistere nelle forme polifoniche del madrigale (pur nella difficoltà identificativa dei personaggi) sia nel rifiuto (almeno all'apparenza) di ogni forma scenica.

La Barca di Venetia per Padova fu pubblicata in due edizioni: nel 1605 dall’editore Amadino e nel 1623 dal Gardano, anni in cui il genere del madrigale drammatico stava sicuramente declinando nell’interesse generale. L’ultima stampa è forse il tentativo di aggiornare lo stile musicale in un periodo nel quale si affermava la presenza degli strumenti: con l’aggiunta del basso continuo e la revisione della scrittura compositiva Banchieri si proponeva al passo dei tempi e perfettamente in grado di comporre alla maniera moderna. L’Autore avverte nel frontespizio: nuovamente in questa seconda impressione stoppata, impegolata e aggiuntovi il basso continuo, piacendo, per lo spinetto o chitarrone.
In realtà il Banchieri intendeva semplificare la linea del canto mediante note di passaggio, melismi… e ridistribuire una presenza più contenuta dei madrigali amorosi ponendoli al centro dell’opera, teatro nel teatro, a tutto vantaggio degli altri brani popolareggianti e umoristici.
Apoteosi dunque del genere brillante tardo-cinquecentesco, del “dilettare col ridicolo”, dove lo spirito e le figure della commedia dell’arte sfilano in una colorita galleria di personaggi e situazioni, la
Barca coniuga la gaia tradizione dei canti carnascialeschi e delle mascherate con tutte le loro facezie, i nonsense e i toni caricaturali ai nuovi stilemi compositivi del ‘600 e si apre agli accenni di canto solistico presenti nel teatro moderno.

IL SOGGETTO
La vicenda,per quanto si possa parlare di trama,racconta un viaggio notturno a bordo del burchio, la tipica imbarcazione a fondo piatto per il trasporto fluviale. Si immagina che su questa barca vengano a incontrarsi personaggi di provenienza e carattere vari. Una serie di 15 quadri apparentemente scollegati fra loro e 4 madrigali amorosi vivacizzano il viaggio e fanno da pretesto a diverse scene comiche o amorose. Finalmente la barca giunge a destinazione e il viaggio è finito. Ma il Banchieri propone un’appendice moraleggiante con l’avvicinarsi di un povero viandante in cerca di obolo che fa rientrare tutti nel quotidiano e attuale:
va’ lavora’, furfante!

LA REGIA
Dopo 400 anni e poiché la
Barca presenta evidenti proposte rappresentative (il viaggio sul burchio è in effetti un palcoscenico sul quale si avvicendano come in passerella da avanspettacolo personaggi comici della commedia dell’arte) crediamo che sia permesso “spettacolizzare” quest’opera, permettendoci di attualizzare il messaggio del Banchieri con l’aggiunta di un testo liberamente composto nonché supportato dalla elaborazione di una serie di immagini fotografiche. Attori in scena e cantanti e strumenti fuori scena danno voce e corpo alla rappresentazione teatrale: un viaggio di “lunatici” fuori di testa o visionari fuori dal mondo.
E dunque il burchio è una barca di folli in fuga dal triste quotidiano, alla ricerca di un angolo di libera e gioiosa espressività.
Ma la finalità del barocco non è forse il sempre nuovo attraverso la sperimentazione artistica?

Umberto Rinaldi

L'opera andrà in scena il 3 settembre alle 21,30 all'Auditorium S. Domenico di Foligno nell'ambito degli spettacoli del Festival Segni Barocchi.


locandina ( pdf)

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